Ricci di mare in gravidanza: si possono mangiare?

Ricci di mare in gravidanza: si possono mangiare?

27 Agosto 2026 0 Di Marco

In gravidanza i ricci di mare si possono mangiare, ma solo cotti. Il modo tradizionale di consumarli in Salento — crudi, appena aperti — è esattamente quello sconsigliato in gravidanza: come per ogni pesce o frutto di mare crudo, il rischio è quello delle infezioni alimentari (listeria, toxoplasma, virus), non una tossicità del riccio in sé.

Sul litorale salentino i ricci di mare si mangiano da sempre crudi: aperti sul momento, la polpa arancione raccolta con un pezzo di pane. È un’abitudine radicata, e proprio per questo chi aspetta un bambino e sente la tentazione se lo chiede: cambia qualcosa in gravidanza?

Cosa sono, prima di tutto

Il riccio di mare non è un mollusco né un pesce: è un echinoderma, la stessa famiglia di stelle marine e oloturie. Quello che si mangia è la parte arancione all’interno del guscio, le gonadi, spesso chiamata “corallo” o “polpa”.

Il rischio vero: non è il riccio, è il crudo

Le linee guida per la gravidanza sconsigliano pesce e frutti di mare crudi o poco cotti in generale, non un alimento specifico. Il motivo è lo stesso per ostriche, sushi, tartare di pesce e, appunto, ricci: mangiati crudi possono veicolare

  • Listeria — un batterio che in gravidanza è più pericoloso che nella popolazione generale: nel primo trimestre può causare un aborto spontaneo, più avanti un parto prematuro o un’infezione nel neonato
  • Toxoplasma — lo stesso parassita per cui si evitano i salumi crudi, che può trasmettersi anche tramite pesce e frutti di mare non cotti
  • Norovirus ed epatite A — infezioni virali legate soprattutto a molluschi e frutti di mare raccolti in acque non controllate

Attenzione

Non è un rischio che si vede o si sente: un riccio raccolto in acqua pulita e uno raccolto vicino a uno scarico hanno lo stesso aspetto e lo stesso sapore. È per questo che la raccomandazione in gravidanza non distingue “riccio buono” da “riccio cattivo”: distingue crudo da cotto.

E se sono cotti?

Il pesce e i frutti di mare ben cotti, a temperatura interna sufficiente a eliminare i patogeni, non pongono lo stesso rischio: la cottura è la misura di sicurezza che conta davvero, più che la scelta dell’alimento specifico. La polpa di riccio si presta a essere cucinata — su un primo piatto, per esempio — anche se cambia il gusto rispetto al crudo, che è la parte più apprezzata da chi lo ama.

Vale lo stesso principio spiegato per gli altri frutti di mare nel nostro articolo Frutti di mare in gravidanza, si possono mangiare?: la regola non cambia da un mollusco all’altro, cambia da crudo a cotto.


In breve

  • Il riccio di mare è un echinoderma, non un mollusco né un pesce.
  • Crudo è sconsigliato in gravidanza, come ogni pesce o frutto di mare non cotto.
  • Il rischio è infettivo — listeria, toxoplasma, virus — non una tossicità del riccio.
  • Cotto, il rischio non c’è: è la cottura la misura di sicurezza, non la scelta dell’alimento.
  • L’aspetto non dice niente sulla sicurezza: un riccio contaminato sembra identico a uno sicuro.

Fonti: raccomandazioni generali su pesce e frutti di mare in gravidanza (rischio listeria, toxoplasma, virus enterici in caso di consumo crudo). Informazioni verificate ad agosto 2026, non sostituiscono il parere del proprio ginecologo o del consultorio.