Igiene degli alimenti, qualche curiosità

Igiene degli alimenti, qualche curiosità

24 Marzo 2022 0 Di Ilaria

Igiene degli alimenti: quanto ne sappiamo davvero? Spendiamo oggi due parole su due pilastri della produzione alimentare, capaci di conferire la giusta sicurezza ai prodotti che il consumatore porta quotidianamente in tavola: pastorizzazione e sterilizzazione. Ma conosciamo la differenza tra questi due processi spesso in uso nell’industria alimentare?  

Igiene degli alimenti, tracciabilità e lettura delle etichette: due chiacchiere sul tema

Abbiamo già parlato altre volte di tracciabilità degli alimenti e di lettura delle etichette. Vediamo oggi di entrare nel merito di questi processi così importanti e ampiamente in uso nell’industria alimentare. E a proposito di pastorizzazione e sterilizzazione, cosa sappiamo? Cogliamo oggi l’occasione per conoscere più da vicino queste due tecniche. Per imparare a distinguerle e, perché no, per imparare a fare acquisti con la giusta consapevolezza. 

Pastorizzazione e sterilizzazione: una premessa generale

Dovete sapere che il chimico francese Luigi Pasteur fu uno dei primi a cimentarsi con la sicurezza in ambito alimentare. Egli fece delle scoperte che per i suoi tempi possiamo definire rivoluzionarie. Che sono:

  • i microorganismi presenti negli alimenti muoiono se gli alimenti sono sottoposti a temperature alte
  • se i microorganismi sono eliminati del tutto, non si riprodurranno più
  • la principale causa della degradazione degli alimenti sono proprio i microorganismi

Pastorizzazione: cos’è, cosa significa, quando si fa

Per pastorizzazione intendiamo una esposizione di un alimento a una temperatura inferiore ai 100 gradi. Queste temperature minimizzano (abbattono, in gergo tecnico) la flora batterica presente nell’alimento, ma non la eliminano totalmente. In questo modo l’alimento è più sicuro ma si preservano il gusto e le proprietà nutrizionali.

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In materia di igiene degli alimenti si parla di pastorizzazione bassa quando la procedura avviene a 60-75° per un tempo abbastanza prolungato (per esempio per 30 minuti o più) e di pastorizzazione alta quando l’esposizione è a temperature dai 75° ai 100° per tempi brevi. Esiste una vera e propria unità di misura della pastorizzazione, che si esprime in PU, Pasteurization Units: 1 minuto di esposizione a 60° corrisponde a 1 unità.

La durata dei prodotti sottoposti a pastorizzazione, chiamata anche in gergo tecnico “shelf life” (tempo di sopravvivenza sullo scaffale), non è troppo lunga. Ma è certamente più lunga di un prodotto non sottoposto a trattamento termico!

Nei latticini la pastorizzazione si usa per eliminare alcuni batteri pericolosi (un esempio su tutti può essere il batterio della brucellosi, che può essere presente nel latte crudo).

I prodotti sottoposti a pastorizzazione si conservano bene in frigo. Dunque “gradiscono” temperature basse. Questo perché la flora batterica in essi presente non è stata annientata ma solamente ridotta. Dunque a temperatura ambiente la proliferazione batterica potrebbe riprendere il suo corso.

Sterilizzazione: sapore e sicurezza alla base dell’igiene degli alimenti

Per sterilizzazione intendiamo invece un processo che ha l’obiettivo di eliminare totalmente le spore. In questo caso l’alimento è sottoposto ad una temperatura che supera i 100°. Per la precisione, la sterilizzazione avviene a 250 gradi Farenheit, che corrispondono a 121,11 gradi C. Come sapete questa temperatura è più alta del punto di ebollizione dell’acqua. E come sapete è la temperatura letale per la maggior parte degli esseri viventi. Sterilizzando possiamo abbattere a un livello di sicurezza per il consumatore sia i batteri (forme vegetative) sia le spore (forme di resistenza che alcuni batteri hanno).

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Gli alimenti sterilizzati sono quasi privi di batteri. La sterilizzazione prolunga la durata del prodotto anche per anni, e le condizioni organolettiche rimangono quelle indicate in etichetta. Non a caso, i prodotti sterilizzati possono essere conservati a temperatura ambiente nella comune credenza della cucina.

Abbiamo conosciuto dunque più da vicino due concetti chiave in fatto di igiene degli alimenti.