Ocratossina: quando si sviluppa e come evitarne la formazione
21 Agosto 2025Come nasce l’ocratossina
L’ocratossina A (OTA) si sviluppa quando funghi del genere Aspergillus e Penicillium trovano le condizioni ideali per crescere.
Questo avviene soprattutto:
- Subito dopo la raccolta di cereali, uva o caffè, se i prodotti non vengono essiccati in fretta.
- Durante lo stoccaggio, se gli alimenti restano in ambienti troppo umidi o con sbalzi di temperatura.
- Nei trasporti, quando il microclima (caldo + umidità) crea un terreno fertile per i funghi.
In pratica, basta un alimento ricco di amidi o zuccheri lasciato umido e al caldo per alcuni giorni
perché la tossina cominci a comparire.
Condizioni che favoriscono la tossina
- Umidità elevata: cereali o frutta secca che non vengono asciugati bene dopo la raccolta.
- Temperature moderate: tra i 15 e i 30 °C è la “zona ideale” per i funghi produttori di OTA.
- Essiccazione lenta o incompleta: ad esempio uvetta lasciata troppo tempo al sole senza rotazione, o caffè non essiccato uniformemente.
- Magazzini poco ventilati: lo stoccaggio in ambienti chiusi, caldi e umidi aumenta il rischio.
Comportamenti da evitare
Per ridurre l’esposizione all’ocratossina, sia in casa che nella filiera produttiva, ci sono alcune abitudini da correggere:
- Non conservare cereali e farine in ambienti umidi.
- Evitare di lasciare frutta secca o spezie esposte a caldo e luce diretta.
- Non acquistare prodotti sfusi di dubbia provenienza.
- Evitare stoccaggi lunghi senza controllo.
- Non coprire prodotti freschi con teli plastici in ambienti caldi.
Cosa succede se ingerisci l’ocratossina
L’ocratossina (in particolare l’ocratossina A, o OTA) è una micotossina prodotta da alcune muffe dei generi Aspergillus e Penicillium, che può contaminare cereali, vino, caffè, frutta secca e altri alimenti.
Se ingerita, può avere effetti tossici che dipendono da dose, durata dell’esposizione e stato di salute della persona:
Effetti principali
- Tossicità renale (nefrotossica): l’ocratossina si accumula nei reni, danneggiando le cellule renali e potendo portare a nefropatie croniche.
- Tossicità epatica: può compromettere la funzionalità del fegato.
- Immunotossicità: indebolisce il sistema immunitario.
- Cancerogenicità: l’OTA è classificata dallo IARC come possibile cancerogeno per l’uomo (Gruppo 2B).
- Effetti acuti (alte dosi): nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, danno renale acuto.
- Effetti cronici (basse dosi per lungo tempo): insufficienza renale progressiva, aumento del rischio di tumori del tratto urinario e possibili danni al sistema nervoso.
Sicurezza alimentare
Nell’Unione Europea e in molti altri Paesi esistono limiti massimi di ocratossina A ammessi negli alimenti e nelle bevande, per ridurre il rischio di esposizione.
Attenzione: se pensi di aver ingerito accidentalmente una quantità significativa di alimento contaminato:
- rivolgiti subito a un medico o a un centro antiveleni;
- non tentare rimedi casalinghi: la tossina non viene neutralizzata facilmente e non è distrutta dalla cottura.
Conclusione
L’ocratossina, (così come il botulino) non è un pericolo che nasce dal nulla: si sviluppa solo quando caldo e umidità
giocano contro la conservazione degli alimenti. Con semplici attenzioni – buona essiccazione,
stoccaggio ventilato, acquisti consapevoli – è possibile ridurre al minimo i rischi e proteggere la salute.


