Vino annacquato? No grazie!

Vino annacquato? No grazie!

8 Maggio 2021 1 Di Ilaria
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L’ultima “scandalosa” novità in fatto di enogastronomia arriva dritta dritta da Bruxelles e rischia di minare l’autenticità e l’indiscutibile qualità del vino Made In Italy. Una gamma di prodotti di pregio rinomati ed apprezzati in tutto il mondo, capace, e scusate se è poco, di generare un giro d’affari di oltre 11 miliardi di euro l’anno. Vediamo un po’ cosa è saltato alla mente ai “piani alti” di Bruxelles, insomma, con l’obiettivo, dicono, di scoraggiare il consumo del vino e migliorare, per estensione, lo stato di salute dei cittadini europei. A lanciare l’allarme sulla particolarità di questa singolare proposta naturalmente è Coldiretti. Vino annacquato? No grazie. 

Meno alcol, più acqua? Che colpo basso per il mercato!

Secondo quanto messo nero su bianco in un documento ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’UE, l’Unione Europea avrebbe l’idea di ridurre l’apporto alcolico presente nei vini – inclusi quelli che si fregiano del marchio di Denominazione di Origine – a favore dell’aggiunta di acqua. Un provvedimento che snaturerebbe l’eccellenza di un prodotto italiano amato e richiesto in tutto il mondo ma che minerebbe anche la stabilità di un mercato già parzialmente compromesso dalla pandemia da Coronavirus.

Più acqua, più zucchero, meno uva: ma che bevanda è?

Coldiretti punta il dito verso questo “inganno” pensato per spingere i consumatori a pagare l’acqua per vino, andando peraltro contro la legge vigente, che vieta di aggiungere acqua nel vino. E a proposito di contaminazioni del prodotto autentico, non dimentichiamo che nei paesi del Nord Europa l’Unione Europea ha legalizzato l’aggiunta di zucchero nel vino al fine di aumentarne la gradazione alcolica. Ma alla fine la domanda è: cosa troveremo sul mercato, tra “finto” vino, bevande annacquate e bevande zuccherate? Non è forse anche lo zucchero un “ingrediente” potenzialmente dannoso per la salute? Ma lo scandalo non finisce qui, visto che l’UE ha dato anche il via libera al vino senza uva.

Non ci resta che sperare che le autorità italiane puntino i piedi in difesa di un made in Italy sempre più sminuito da una concorrenza che nulla ha a che vedere con la grande tradizione vitivinicola italiana.