Pane capovolto a tavola, ecco perché non farlo

Pane capovolto a tavola, ecco perché non farlo

2 Dicembre 2021 0 Di Ilaria

Abbiamo più volte avuto modo di parlare negli articoli di approfondimento presenti su questo magazine del significato profondo e simbolico che il pane e più in generale il cibo rivestono per noi italiani. Un significato spesso religioso, di nutrimento del corpo e dell’anima, e atto di grande generosità tra famiglie, genti e popoli. Non a caso il pane è spesso presente in alcuni momenti clou del calendario liturgico, dal momento della Comunione sino alla distribuzione dei panini benedetti in occasione dell’Immacolata (spesso qua e là in Italia in occasione della vigilia dell’Immacolata si mangia solo un panino) e così via. Insomma, il pane è un protagonista onnipresente sulle nostre tavole e non deve mai mancare. Ma vi è mai capitato di posarlo capovolto sulla tavola e di essere ripresi da qualcuno? Magari ad un anziano di casa? E come mai il pane non deve mai essere posato capovolto in tavola? Rispondiamo a questa domanda.

Cosa dice la credenza popolare rispetto all’argomento del pane capovolto in tavola: il valore religioso (anzi anti religioso) di questo gesto

Si pensa comunemente che posare il pane capovolto in tavola porti male e sia presagio di eventi nefasti ed infelici. La matrice di questo tipo di credenza è legata alla religione cattolica. Come sapete il pane assume il valore simbolico del corpo di Cristo. Posizionarlo in modo capovolto starebbe a simboleggiare un rifiuto di Cristo e la mancanza di volontà di accogliere Cristo nella propria casa. Ed è dunque un sacrilegio.

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Un altro motivo per il quale non mettere mai il pane capovolto in tavola

L’interpretazione religiosa non è l’unica. Ve n’è un’altra che affonda le sue radici ai tempi in cui l’Italia viveva sotto la dominazione francese. Come sapete i francesi avevano l’uso di condannare alla pena capitale (capitale perchè avveniva tramite decapitazione) chi rifiutava di sottomettersi alla corona. Un giorno sembra che i fornai abbiano messo in atto una rivolta proprio contro gli esecutori materiali di queste esecuzioni, ovvero i boia. Ovviamente la ribellione doveva essere sottile e simbolica, pena il rischio di pagare a loro volta l’insubordinazione con la vita. La protesta fu dunque sottile ed implicita.

La protesta dei fornai nei confronti dei boia francesi

Dunque dapprima si rifiutarono di vendere il pane ai boia, ma a quel punto Carlo VIII decise di tassarli severamente, dunque per guadagnare di più e saldare le tasse dovute, dovettero ripiegare e riprendere a vendere il pane anche agli sgraditi clienti. Allora i fornai cominciarono a produrre il pane per i boia ma con ingredienti di seconda scelta. E non solo. Posizionavano peraltro il pane capovolto, cosicchè quando i boia lo ritiravano, comprendevano l’implicito disprezzo del gesto.