Olio di oliva per friggere? Dagli USA dicono di sì!

Olio di oliva per friggere? Dagli USA dicono di sì!

4 Ottobre 2021 0 Di Ilaria
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In Italia lo sapevamo già che l’olio di oliva è ottimo per friggere in quanto è molto stabile, anche se qualcuno nutriva ancora dei dubbi. In America i dubbi erano ancora più marcati tant’è che qualche eminente studioso ha dovuto condurre dei test per verificare se nel Bel Paese insistevamo sull’opportunità di friggere con olio di oliva solo per una questione di comodità, dal momento che da noi tale materia prima abbonda. E alla fine hanno dovuto darci ragione. Vediamo assieme che ricerca scientifica hanno condotto e quali sono i risultati emersi. 

Cosa dicono degli USA a proposito della possibilità di friggere con l’olio di oliva

Il Dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti d’America ha dunque reso noto che è possibile usare l’olio di oliva per friggere. Eppure il punto di fumo dell’olio di oliva non è altissimo. Vi sono altri olii che hanno un punto di fumo ben più alto. Nel caso dell’olio di oliva, il punto di fumo è poco al di sotto dei 200 gradi, indicativamente intorno ai 196 gradi. E allora, come mai si può friggere senza temere per la propria salute? Scopriamolo subito. Lo studioso Guy Crosby dell’Università di Harvard ha scritto recentemente un libro dal titolo Cook, Taste, Learn, nel quale ha anche illustrato i risultati chimico e scientifici dell’analisi dell’olio di oliva dopo diverse sessioni di frittura. Dopo una sessione di frittura di patatine fritte a 180 gradi per 10 minuti, realizzata per la bellezza di 6 volte consecutive (facendo ogni volta raffreddare l’olio), per un totale dunque di 1 ora di frittura, l’olio ha perso di tre volte la sua capacità antiossidante. Un traguardo non indifferente: gli antiossidanti presenti naturalmente nell’olio hanno dunque protetto l’olio stesso dall’ossidazione, consentendone un uso ripetuto per ben sei volte.

Uno studio spagnolo conferma: gli antiossidanti non si deteriorano nemmeno di fronte alle alte temperature

Ma non finisce qui. Anche presso l’Università di Barcellona gli studiosi hanno preso in esame l’eventuale alterazione dell’olio di oliva a fronte di alcune cotture ad alte temperature. Nel corso di cotture le cui temperature oscillano tra i 120 ed i 170 gradi, i ricercatori hanno potuto constatare che l’olio di oliva mantiene comunque inalterate le sue proprietà antiossidanti.