Nutri-Score: l’olio di oliva promosso dai consumatori

Nutri-Score: l’olio di oliva promosso dai consumatori

22 Settembre 2021 1 Di Ilaria
Spread the love
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Abbiamo già avuto occasione di parlare dell’etichetta Nutri Score e di quanto questa, pur essendo un’idea virtuosa, possa rischiare di penalizzare alcuni alimenti, in particolare alcune specialità tipiche regionali del nostro paese. In generale, molti detrattori della famosa etichetta “a semaforo” sottolineavano, a ben ragione, che questa potesse avere un impatto negativo sui consumatori, anche in riferimento a prodotti d’eccellenza che si fregiano di marchi e di riconoscimenti prestigiosi.

Etichetta Nutri Score: olio di oliva e parmigiano reggiano, sì o no?

Con riferimento a quanto detto in apertura, il consigliere delegato della Filiera Italia Luigi Scordamaglia ha sottolineato, in occasione del G20, come alcune eccellenze del patrimonio agroalimentare italiano rischino una gravissima e dannosa penalizzazione da parte dell’etichetta in questione. Si pensi all’olio di oliva ed al parmigiano reggiano, eccellenze non solo sotto il profilo del sapore e della qualità, ma anche delle proprietà nutrizionali di indubbia rilevanza. Prodotti altamente nutritivi, sani, capaci anche di contrastare alcune patologie tipicamente a carico del sistema cardiocircolatorio (non dimentichiamo che il parmigiano reggiano è ricco di proteine e che l’olio di oliva è invece una fonte preziosissima di polifenoli).

Ma la scienza smentisce il possibile “danno d’immagine” per quanto riguarda l’olio di oliva

Per cercare di capire fino a che punto l’etichetta Nutri Score possa danneggiare l’olio di oliva, la sua immagine nel mondo e penalizzarne i consumi (e le vendite), un team di ricercatori dell’Università Sorbonne ha interpellato 486 consumatori in merito alla percezione che questi hanno della qualità dell’olio di oliva anche se messi di fronte al semaforo rosso dell’etichetta Nutri Score. Non dimentichiamo che l’olio di oliva, nonostante sia un grasso buono, è pur sempre un grasso, dunque secondo i principi della Nutri Score sarebbe un alimento, per così dire, da “bollino rosso”.

Ebbene, oltre l’80% dei partecipanti non ha subito l’influenza negativa dell’etichetta Nutri Score ed anzi l’ha trovata utile per distinguere correttamente tra oli vegetali e burro, andando a riconoscere anche le proprietà nutrizionali di ciascun grasso etichettato. In particolare, l’89.1% ha dichiarato che grazie all’etichetta Nutri Score è stato possibile anche individuare, tra i vari grassi, quello con i valori nutrizionali migliori, cioè proprio quello di oliva. 

L’etichetta Nutri Score non danneggia l’olio di oliva: parola di scienza

La ricerca non ha dunque sottolineato i limiti dell’etichetta Nutri Score, ma al contrario ha mostrato come i consumatori riescano a interpretarla e leggerla nel modo più corretto ed opportuno, usando l’intelligenza ed il buon senso. Un ultimo dato: il 78% dei partecipanti alla ricerca ha dichiarato che anche l’olio di oliva è giusto che sia dotato di etichetta Nutri Score che, se letta e interpretata correttamente, non è un pregiudizio nei confronti di un possibile acquisto del prodotto.