Il Grano tra marketing, ibridazioni e mutazioni. Cosa mangiamo davvero

Il Grano tra marketing, ibridazioni e mutazioni. Cosa mangiamo davvero

30 Aprile 2021 0 Di Ilaria
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Ancor prima che la scoperta dell’America facesse scoprire al Vecchio Continente una serie di sapori nuovi ed inediti, alcuni dei quali sarebbero ben presto divenuti i protagonisti della Dieta Mediterranea, il grano era il pane quotidiano dei nostri pasti. Ma che tipo di grano? Quali e quanti tipi di grano avrebbero poi fatto capolino sulle nostre tavole con l’andare del tempo? E come mai alcuni, come il Kamut e il Senatore Cappelli si sentono spesso nominare a scapito di altri? 

Che cos’è il Kamut

Il Kamut non è un tipo di grano o di farina bensì un marchio commerciale americano. Un marchio registrato da parte di un’azienda, chiamata appunto Kamut International Limited. Alla base di questa manovra commerciale ve n’è un’altra, di marketing vero e proprio. La nascita della farina di Kamut sarebbe dovuta ad un eccezionale e straordinario ritrovamento di alcuni chicchi di grano della varietà Khorasan all’interno di un’antichissima tomba egizia. Insomma, il Kamut sarebbe stato il cibo dei grandi faraoni d’Egitto. Insomma, l’origine sarebbe iraniana, anche se oggi questo grano di cui di fatto la Kamut International Limited detiene il monopolio è coltivato nel Montana. Al di là della manovra di marketing, non si tratta di un grano di qualità scarsa, intendiamoci. Si tratta di un grano coltivato e lavorato “in purezza”, che non ha subito alterazioni o ibridazioni, e che ha altresì un alto contenuto proteico. E’ anche ricco di selenio e di vitamine. Pur tuttavia, è anche molto ricco di glutine, pertanto è vero che è molto indicato per dar vita a pizze e lievitati, anche se la presenza di glutine può mettere in difficoltà gli intolleranti ed essere del tutto inaccettabile per i celiaci. A livello di indice glicemico, invece, il Kamut offre un apporto minimo, dunque ‘è l’ideale per i diabetici ed è molto apprezzato dai vegani e dai vegetariani. Non è un prodotto molto economico, specie in Italia.

Curiosità: in Italia esiste un grano locale chiamato Saragolla che, di fatto è un Khorasan tanto quanto il Kamut. Quanto alla tipologia di farina, la farina di Kamut può essere una 00, una 0 o una 1, in accordo con il tipo di raffinatezza.

Senatore Cappelli: buona, sana, digeribile, italiana

La farina Senatore Cappelli è famosa per essere altamente nutritiva e proteica e minimamente glutinica. Un grano leggero, nutriente e facilmente digeribile. Si tratta, tuttavia, di un’ibridazione scelta tra le tante messe in atto dall’agronomo Nazareno Strampelli, che aveva proprio l’obiettivo, nei primi del Novecento, di dar vita ad un grano resistente agli attacchi delle intemperie e dei parassiti senza dover ricorrere a prodotti chimici. E’ un grano, come detto, che è stato soggetto ad ibridazione, dunque non potrà mai essere un OGM. Ma è una farina assolutamente sana e sicura, italiana, priva di chimica e pulita. Fa parte dei grani “antichi”, farine riscoperte recentemente, sane e buone per tutta la famiglia. Se invece volete preoccuparvi un pò, leggete quanto segue sul grano Creso.

A proposito di ibridazioni e mutazioni: il grano Creso

Dovete sapere che negli anni 70 del Novecento qualcuno ebbe l’idea di esporre i campi di frumento alle radiazioni emesse da un vero e proprio reattore nucleare al fine di innescare una mutazione genetica capace di apportare miglioramenti alla pianta. In questo modo si ottenne un cereale chiamato Creso, robusto e mediamente alto. L’altezza media fu raggiunta sempre tramite i bombardamenti di radiazioni, e fu un obiettivo perseguito per evitare il fenomeno dell’allettamento, cioè della caduta a terra delle spighe durante le intemperie. Per diversi anni questo grano è stato trasformato in farina ed alcuni studiosi hanno collegato l’alimentazione con prodotti ottenuti da grano Creso con l’insorgenza di molte varianti di tumore, oltre che con l’aumento della celiachia, oltre che di una lunga lista di altre patologie.