Come dimagrire con l’autofagia

Come dimagrire con l’autofagia

30 Novembre 2021 1 Di Ilaria

Cos’è l’autofagia e perchè ci consente di perdere peso? In che modo lo fa? Che legame c’è tra dieta e autofagia? Le domande sono innumerevoli e cerchiamo in questo breve articolo di dare alcune risposte utili per chi desidera sapere come dimagrire in modo tutto sommato agevole (anche se un po’ di sacrificio ci vuole sempre) e con risultati durevoli nel tempo. 

Cos’è l’autofagia

L’autofagia è l’auto-fagocitosi delle cellule. In pratica, le cellule che si nutrono di loro stesse. Cioè? Direte voi. Il nostro corpo si nutre di se stesso? Proprio così. Ma facciamo un passo indietro. Dovete sapere che l’autofagia è un processo del tutto naturale che il nostro corpo mette spesso in atto. Le cosiddette cellule spazzine hanno esattamente il ruolo di sbarazzarsi delle cellule degradate o danneggiate oppure anche esogene (come virus e batteri). Ovviamente l’autofagia orientata al dimagrimento è leggermente diversa, ma in generale il suo obiettivo è quello di eseguire una pulizia. Una sorta di “controllo qualità” del nostro corpo, che avviando periodicamente questo meccanismo di pulizia generale si garantisce la sopravvivenza e l’autoconservazione in modo molto efficiente.

Il ruolo cruciale dell’autofagia per la salute dell’organismo

Pensate che l’autofagia svolge un ruolo importantissimo nel proteggere il nostro organismo dai danni delle patologie neurodegenerative e, più in generale, dall’invecchiamento. Addirittura, quando l’autofagia non funziona come dovrebbe, è possibile sviluppare alcune patologie, come patologie autoimmuni, disfunzioni metaboliche e tumori.

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A proposito di patologie, alcuni studiosi hanno evidenziato il ruolo cruciale e persino preventivo dell’autofagia. Un meccanismo benefico, insomma, che ci aiuta a liberarci di tante tossine sgradite all’organismo.

Autofagia, dieta e dimagrimento

Alcuni studiosi hanno eseguito diverse ricerche sulla capacità dell’autofagia di portare anche ad uno smaltimento delle cellule adipose parcheggiate qua e là nel nostro organismo e di conseguenza ad un dimagrimento. Il precursore di questo tipo di intuizione è sicuramente il dottor Walter Longo, ma a lui hanno fatto seguito altri illustri studiosi.

E’ stato dunque dimostrato che il digiuno stimola l’autofagia e che il corpo, vedendosi privato delle sostanze alimentari dalle quali solitamente trae energia nell’immediato (zuccheri e caboidrati contenenti come sapete zuccheri, primariamente), si trova costretto ad attingere alle risorse che ha “stipato” qua e là. Il diguno stimola l’autofagia e prolunga la vita delle nostre cellule.  Alcuni studiosi hanno sottoposto delle cavie a digiuno ed hanno notato che esse vivono di più delle cavie nutrite regolarmente. Un’altra strada da intraprendere sarebbe quella della restrizione calorica, ma sembra che il digiuno sia davvero un’ottima soluzione per perdere peso.

In cosa consiste la restrizione calorica

La restrizione calorica vuol dire ridurre le calorie ingerite di un 20 % – 40 %. Questo non significa arrivare alla malnutrizione ovviamente. Significa limitarsi a soddisfare il fabbisogno del nostro organismo senza fornirgli nulla di più di ciò di cui ha bisogno.

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In cosa consiste il digiuno intermittente

Il digiuno non può essere costante, evidentemente. Bisogna alternare periodi in cui ci si nutre e periodi in cui si digiuna. I protocolli per mettere in atto il digiuno sono differenti. Potete digiunare alcuni giorni al mese (mima digiuno), alla settimana, oppure basarvi sulle ore della giornata. Per esempio, 16:8 significa 16 ore di digiuno e 8 di alimentazione.

Per fare in modo che il digiuno abbia effetto è fondamentale mandare il corpo in chetosi. Limitare zuccheri e carboidrati e aumentare i grassi manda il corpo in chetosi. Il corpo dunque consuma solo i grassi che gli forniamo al momento e va alla ricerca delle riserve per eseguire le sue funzioni nelle ore successive nel resto dell’organismo. Il corpo produce chetoni che inducono proprio l’autofagia.

Ingredienti per promuovere l’autofagia

Alcuni alimenti promuovono l’autofagia. Essi sono:

  • la caffeina
  • il the verde
  • il reservatrolo (uva, vino, cacao, arachidi)
  • la vitamina D
  • la curcumina
  • la spermidina
  • il trealosio
  • il nicotinamide
  • gli omega 3 e gli omega 6

Evitare l’alcol

Alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato come chi consuma alcol in modo costante induca una inibizione dell’autofagia. Vi sconsigliamo dunque di eccedere con gli alcolici sia dal punto di vista della dieta, sia dal punto di vista della vostra salute, dal momento che, come detto sopra, l’autofagia è anche fondamentale per il mantenimento dell’organismo in buona salute.

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