Biossido di titanio, dove si trova e perché è pericoloso

Biossido di titanio, dove si trova e perché è pericoloso

6 Febbraio 2023 1 Di Ilaria

Biossido di titanio, l’avete mai sentito nominare? Di che si tratta? Cosa comporta la sua ingestione? In quali prodotti o alimenti si trova? Vediamo assieme di conoscerlo meglio e di comprendere perché può essere dannoso. 

Il biossido di titanio è un additivo alimentare che vedete in etichetta con la sigla E171. Capita sovente di vedere questo additivo nelle gomme da masticare o nei dolciumi. Dunque lo ingeriamo spesso. Eppure, l’Unione Europea non ha dubbi: non è sicuro. E difatti a partire dalla prossima estate, è stato decretato che l’additivo biossido di titanio deve sparire da suddetti alimenti e da qualunque altro prodotto commestibile. Stranamente, però, l’E171 non sarà bandito dai cosmetici nè dai farmaci.

Dunque la scadenza è per luglio 2023. Il biossido di titanio, indicato in etichetta con la sigla E171, non potrà più essere usato nei prodotti alimentari come additivo. La decisione è stata presa dall’EFSA, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare. Ed è stata presa sulla base di una serie di ricerche scientifiche disponibili, secondo le quali il biossido di titanio è in grado di danneggiare il DNA qualora ingerito.

E per farmaci e cosmetici invece?

E per i farmaci invece? Si consideri che quando parliamo di genotossicità, ovvero della capacità di una sostanza chimica di apportare un danno al DNA e di conseguenza di avere anche effetti cancerogeni, parliamo di un prodotto che non è sicuro. E come mai dunque l’EFSA ha bandito l’additivo alimentare dagli alimenti e non dai farmaci, dove lo troviamo come eccipiente? L’EFSA dovrà, in futuro, fare le analoghe valutazioni, come già fatto per gli alimenti, anche in campo farmacologico e cosmetico. 

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In Francia i più lungimiranti

Pensate che in Francia sono stati lungimiranti e non hanno atteso l’obbligo dell’EFSA. Difatti il paese francese ha già bandito l’additivo in ambito alimentare dal 2020!

L’additivo E171 non è un conservante, non aggiunge sapore e non ha nemmeno valore nutritivo. Che vantaggi ha? Cosa porta al consumatore? Praticamente nulla. Solamente un vantaggio di tipo estetico. Il burrocacao per esempio può contenere tale additivo.

Cos’è il biossido di titanio?

Il biossido di titanio è una sostanza che si trova in natura. La sua origine è minerale. Il suo colore è chiaro. Nelle etichette degli alimenti lo trovate con la sigla E171, mentre nei farmaci o cosmetici lo trovate come titanium dioxide oppure biossido di titanio.

In ambito alimentare si usa per produrre salse, prodotti a base di pesce o di formaggio, caramelle, gomme da masticare. Si usa come colorante. Nei farmaci si usa per conferire un aspetto estetico più gradevole al prodotto. Il biossido di titanio è anche capace di proteggere dai raggi ultravioletti. Ha ottime capacità assorbenti. Lo trovate pertanto nelle crema per il cambio del pannolino, nei dentifrici, nei deodoranti, nelle ciprie, nei prodotti di make up, e nelle creme solari. In quest’ultimo caso lo trovate come CI 77891 oppure come titanium dioxide.

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Quando il biossido di titanio c’è ma non si vede: il caso delle nanoparticelle

Infine, segnaliamo che il biossido di titanio può essere presente in alcuni prodotti alimentari o cosmetici sotto forma di nanoparticella. Dunque l’etichetta non lo menziona, perchè sono particelle – per dirla in modo molto semplice – dalle dimensioni infinitesimali.

Ovviamente abbiamo approfondito il tema del biossido di titanio ma vi sono altri additivi che sarebbe bene cercare di evitare. Li scopriremo più avanti uno ad uno!