Notizie positive per il salame di Varzi DOP

Salame Varzi DOP

Il Consorzio di Tutela del Salame di Varzi ha dichiarato che quest’anno il celebre salame lombardo sta riscontrando una crescita positiva.

Il Salame di Varzi DOP conquista l’interesse del mercato dei salami

Per chi non lo conoscesse, il salame di Varzi DOP è un preparato a base di carne suina, originario per l’appunto del comune di Varzi e di altri comuni situati sull’Oltrepò pavese, in provincia di Pavia. Lo scorso anno questo salume DOP era stato prodotto in una quantità pari a 564.774,62 kg, con un incremento del 12,5% rispetto il 2018. In tal caso, grazie alla produzione di 607.515 salami si è registrata una crescita a tripla cifra per un affettato che è soprattutto apprezzato all’interno della ristorazione. Anche durante i primi sei mesi dell’anno in corso, vi è stato un continuo incremento, anche se con il lockdown – da marzo a maggio –  si è notata una riduzione della richiesta dovuta alla chiusura del canale della ristorazione che, come detto, rappresenta un importante segmento di mercato. Ad ogni modo, non appena è avvenuta l’apertura dei locali a giugno, la richiesta è tornata nuovamente a crescere, confermando così il trend di interesse nei confronti di questo delizioso prodotto tipico della Lombardia. Per ora, il salume ha fatto registrate una buona tenuta di produzione con 266.144 chili di prodotto, il -1% rispetto i primi sei mesi del 2019.

Scopriamo qualcosa di più sul salame di Varzi DOP

Se non avete mai assaggiato il salame di Varzi DOP, proveremo a darvi qualche informazione in più circa questo salume, così da capire se fa al caso vostro. Si tratta di un salame a grana grossa, abbastanza compatta e con una parte grassa equilibrata di colore bianco. Per poter assaporare al meglio questo salume, è necessario tagliarlo a fette spesse, così da poter avvertire il sapore speziato e, al tempo stesso, la sua delicatezza e morbidezza al palato. Pensate che questo prodotto era utilizzato dai longobardi sin dai tempi antichi, durante le trasmigrazioni, giacché era un prodotto che si poteva conservare con estrema facilità. Quando poi giunse sulle tavole dei signori Malaspina, nel XIII secolo, fu decretato un alimento prelibato, da riservare agli ospiti più importanti. Nei secoli avvenire, poi, si diffuse pure tra la popolazione, tant’è vero che che anche contadini ed agricoltori potevano consumarlo quasi quotidianamente.

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