Al via la raccolta delle mele in Italia

Mele

La raccolta delle mele in Italia ha già preso il via con un po’ di anticipo: infatti, l’annata 2020 sembra essere molto positiva, anche grazie alla lotta biologica tra vespa samurai e cimice asiatica, oltre che per le condizioni climatiche.

Ottimo raccolto di mele in Friuli

Quest’anno il raccolto di mele friulane è partito con largo anticipo: infatti si parla di un lavoro iniziamo circa 10 giorni prima del previsto, per via delle condizioni climatiche che si sono presentate verso la fine della primavera e l’inizio dell’estate, senza troppi picchi di calore. Altro aspetto interessante, riguarda anche la qualità della frutta! Si ipotizza pure che un grande lavoro è stato compiuto dalle vespe samurai, insetti che sono stati introdotti per combattere in maniera naturale l’intrusione della cimice asiatica che danneggiava i frutti rendendoli non vendibili. La più grande cooperativa di melicoltori del Friuli Venezia Giulia, Friulfruct Spilimbergo, quindi, si dovrà destreggiare con i 390 ettari di meleti – di cui 100 coltivati durante questa primavera – per portare a casa un gran raccolto di mele. L’unico dubbio circa il vero successo di quest’anno riguarda esclusivamente il consumo di questo frutto, specie se vi dovesse essere un ritorno del Covid. Ad ogni modo, tutti cercano di guardare al futuro con fiducia, specie se si considera il lavoro che è stato fatto sino ad oggi per portare a casa questo delizioso frutto. Il direttore di Friulfruct Armando Paoli, peraltro, ha sottolineato che si punta ad un aumento del 20%, avvicinandosi così a 150 mila quintali di mele. Naturalmente, sarà necessario attendere il raccolto delle varietà autunnali per capire se le previsioni saranno giuste, ma nel complesso si preannuncia un anno positivo!

Il Trentino registra un +5% della produzione delle mele

A quanto pare, l’anno della raccolta delle mele si prospetta essere davvero positivo anche per il Trentino: infatti, si stima di un aumento della produzione del 5%, anche se vi sono sempre dei dubbi circa la risposta che potrà esservi sul mercato a causa del Covid. L’Alto Adige, invece, sembra risentire parecchio di questo periodo: infatti, le stime riportano addirittura un -7% con una produzione di mele posta sotto i 10 milioni di quintali. Ad ogni modo, va detto che nonostante durante questa primavera vi siano state delle gelate, i danni non sono stati eccessivi ed anzi, nel complesso, l’aspetto estetico del frutto è ottimo. Ad esempio, la varietà di mele Gala – la prima qualità raccolta al momento – si presenta con un colore davvero splendido!

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