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Cosa sono i lampascioni? Come si cucinano? Dove si comprano? Conosciamo più da vicino queste deliziose cipolline tipiche della Puglia e della Basilicata.

I lampascioni sono frutti naturali che madre natura ci regala “a sorpresa” soprattutto in terra pugliese. Non si coltivano, dunque, ma si trovano nel terreno proprio come accade per i tartufi o per le erbe spontanee. Si tratta di piccoli bulbi localizzati ad una decina o ventina di centimetri sottoterra. Molti come detto sono reperibili in Puglia ed in Basilicata, ma spesso sul mercato se ne trovano altri provenienti dalla Tunisia. 

Cosa sono i lampascioni

I lampascioni sono piccole cipolline, note anche con il nome di cipolle canine, lampagioni, cipollacce turchine, giacinti dal pennacchio o leopolde comose. Sono piccoline, grandi 3 o 4 cm circa, ed hanno un sapore vagamente amarognolo. Sono molto comuni in Basilicata ed in Puglia, con particolare riferimento al Salento. Come detto in apertura sono bulbi selvatici, dunque bisogna saperli indviduare e trovare.

Come si cucinano i lampascioni

I lampascioni non si consumano crudi, ma necessitano di cottura. Li potete gustare in agrodolce oppure lessi e conditi con olio pugliese, o ancora fritti. Non mancano le aziende che vendono lampascioni in vaso oppure freschi anche ben lontano da queste regioni. Sul web è possibile trovare infatti sia lampascioni freschi che lampascioni alla pugliese acquistabili online. I lampascioni alla pugliese si preparano pulendo bene i lampascioni uno ad uno e poi cuocendoli molto lentamente in olio, aceto ed un mix di erbe aromatiche ed aromi. Un procedimento lungo e laborioso che alcune aziende fortunatamente ci risparmiano proponendo il prodotto già pronto.

Lampascioni fritti come si fanno

Chi ama cucinare e mangiare sa che la frittura rende sempre tutto più buono. Un ragionamento che vale anche per i lampascioni. Come si fanno i lampascioni fritti? E’ presto detto. Pulite i lampascioni con la dovuta pazienza. Poi lavateli bene. Ricordatevi che più lavate i lampascioni e più questi perdono l’amaro. Una regola che vale anche per le verdure selvatiche e per i radicchi. Dopo i vari lavaggi, tamponate bene i lampascioni perchè come sapete l’acqua a contatto con l’olio schizza. Incidete i lampascioni in 4 e poi friggeteli in olio caldo. Vi accorgerete che si apriranno come se fossero delle meravigliose rose. Salate e gustate caldi. C’è anche chi frigge i lampascioni in pastella, ma noi vi sconsigliamo di farlo.

I lampascioni fanno bene

Secondo i ricercatori i lampascioni sono un toccasana per l’intestino perchè prevengono le patologie che lo interessano, specie tutte quelle che hanno a che fare con lo stress ossidativo e la degenerazione cellulare. Sono anche ottimi per tenere a bada il colesterolo e sembra siano un valido alleato anche per i diabetici. Tuttavia, non dimenticate che se state seguendo una terapia per il diabete o l’ipercolesterolemia, non v’è lampascione che potrà sostituirla. Ma di certo potrà esser d’aiuto, coccolando al contempo il palato e rallegrando l’umore. I lampascioni infatti sono davvero buoni e, come le ciliegie, uno tira l’altro. Occhio a non esagerare, tuttavia, perchè provocano un pò di meteorismo.

Il falso zafferano o falso lampascione: attenzione alle “imitazioni”

C’è una pianta spontanea che spesso capita di scambiare per lampascione o zafferano. E’ un giglio di colore viola, detto colchico, che al di sotto ha un bulbo. Se il fiore sembra zafferano, insomma, il bulbo sembra lampascione, ma non si tratta nè dell’uno e nemmeno dell’altro. Vi sconsigliamo di ingerirlo in quanto è tossico e potreste ritrovarvi al pronto soccorso con sintomi che vanno da dolori di stomaco sino ad alterazioni del battito cardiaco e persino insufficienza respiratoria. Nei casi peggiori è possibile persino passare a miglior vita, e vi abbiamo detto tutto.